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TEORIA DELLE DISTRIBUZIONI A cura del prof. Maurizio Perboni docente di fisica nellistituto "G. Galilei" Mirandola Modena Algebra delle distribuzioni Uguaglianza Due distribuzioni T ed S sono uguali e scriviamo T=S se <T, j >=<S,j > per ogni j Î D Distribuzione nulla Diciamo che T=0 in un aperto W Ì Rn se per ogni j Î D <T, j >=0 e supp j Ì W Derivazione Consideriamo il funzionale lineare
con f funzione nel senso classico
Integrando per parti si ha
Poiché j Î D, essa si annulla all'infinito, perciò si ha
ovvero
Estendendo questa regola anche alle disrtibuzioni rappresentate da "funzioni" del tipo non classico daremo la nozione di derivata di una distribuzione
Il funzionale ora definito è lineare, dimostrando che è continuo, potremo dire che
é anche essa una distribuzione.
T è continuo perciò
poichè
si ha che
perciò
Ciò dimostra la continuità del lineare, perciò la derivata di una distribuzione è ancora una distribuzione. Col concetto di distribuzione ora riusciamo a derivare delle funzioni non derivabili coi metodi dellanalisi. Esempio: Consideriamo la funzione a gradino di Heaviside
La derivata H'(x) in x=0 non esiste ed è nulla altrove. Vediamo di derivare H(x) nel senso delle distribuzioni
Perciò
Poichè
si ha
Riconoscendo che
Prodotto di distribuzioni Se S,T sono due distribuzioni
definiamo il prodotto
Naturalmente bisogna che f(x) g(x) sia localmente sommabile affinchè (8) esista; ma non e detto che il prodotto di due funzione f(x) e g(x) localmente sommabili lo sia anch esso, quindi non sempre è possibile definire il prodotto tra due distribuzioni. Per distribuzioni del tipo funzione vale
quindi vale la proprietà
che estendiamo anche alle distribuzioni non del tipo funzione Esempio
perciò si ha
Derivata del prodotto di due distribuzioni S e T sono due distribuzioni ed esiste il loro
prodotto
ma per (9) posso scrivere
Se S è una distribuzione del tipo funzione si ha
perciò
ovvero
per cui la legge di composizione delle derivate è
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